Quando mia mamma faceva il polpettone a me piaceva tantissimo "aiutarla". Mi ricordo un giorno dato che "ero grande" aveva detto che potevo aiutarla a mescolare la carne macinata con l'uovo, cosi mi fece salire su una sedia e finalmente dominavo l'orrendo counter di marmo verde che troneggiava la nostra cucina nepalese. E mentre mi divertivo a smaciullare con le mani carne mista a uova che creava qeul filamento mucoso e viscido avevo annunciato che da grande volevo fare la macellaia. Mia mamma aveva tentato di suggerirmi un timido intendi dire la cuoca? Nella magra speranza di avere una figlia con aspirazioni se non nella norma almeno piu' consone. Ma io risposi che NO VOELVO FARE LA MACELLAIA... ora, non so se fu quello il momento in cui mia mamma capi' che sua figlia era "diversa", ma probabilmente l'epifania era arrivata anni prima! Dopo piu' di 15 anni mi ritrovo appollaiata su uno sgabello a smaciullare carne umana con due bisturi affilati: il muco e il sangue rendono l'endometrio viscido... In 15 anni ho guadagnato l'uso del bisturi e l'orrendo counter di marmo verde e' un'asettica cappa in metallo. Ma questa volta non avro la soddisfazione di mangiare quello che preparo... mancano le patate. Forse se avessi aspirato a fare la ballerina a quest'ora ero velina e chissa' invece di avere un bancone al terzo piano di un'omonimo palazzo avevo un banco a Montecitorio...
Mi sono sempre stupita della contraddizione britannica sul duplice (ed ugual) amore per la moquet e la birra. Considerando la frequenza degli inglesi a vomitare per via dell’alcol non è raro che macchino la loro cara moquet. Inoltre, va ricordato che la coltre di pelo sul pavimento la mettono persino in bagno. Non è raro arrivare in ufficio il lunedi mattina ed essere allietati dei racconti di sbronze domenicali e dei trofei del fine settimana (ossia le macchie procurate su moquet altrui oppure di gentili ricrodi di amici e parenti sulla propria moquet). Occasionalmente, si lamentano del dover ripulire o di quanto è macchiata la loro moquet! Al chè io personalmente vedo due soluzioni possibili: a) non bere cosi tanto (8 pinte di birra a stomaco vuoto alle 4 del pomeriggio mi pare un tantio eccessivo) b) non mettere la moquet in ogni micrometro quadrato della propria casa soluzione vincente a + b Almeno che non amino cosi tanto la moquet che per non vedere lo sporco si ubriacano… in fondo si sa che l’alcol pulisce… sarebbe soltanto un uso alternativo di questa sostanza nelle pulizie primaverili. E si sustituisce l'olio di gomito con la bile (oppure se si mangia fish&chips di olio ce n'è a volontà!). Quasi quasi quest’anno provo anche io questo metodo (anche se non ho la moquet in casa!).
L'utilizzo di buone materie prime portano (spesso) a buoni prodotti. Di certo questa non è la scoperta dell'acqua calda! Fra gli ingredienti del gelato alla crema troviamo: latte, panna, tuorli e zucchero ma un'altra componente fondamentale di tale dessert sono i cristalli di ghiaccio.
Eppure il raggio dei cristalli di ghiaccio nel gelato sono essenziali per l'ottenimento di un buon gelato cremoso. Più sono piccoli i cristalli e più è cremoso, sofficie ed omeogeneo. Dei cristalli di dimensioni più grosse danno una consistenza più granulosa e grossolana.
Un congelamento lento risulta in pochi cristalli di grandi dimensioni mentre un congelament rapido promuove la formazione di molti più siti di nucleazione e quindi un più cristalli di minori dimensioni.
Per questo motivo, l'utilizzo dell'azoto liquido nella preparazione del gelato da una consistenza ottima. L'azoto liquido si trova ad una temperatura di circa -196 °C. Se si usa questa sostanza per congelare la temperatura si abbassa velocemente formando cosi molti piccoli cristalli di ghiaccio. Al contrario, con l'utilizzo di Mr. Frosty (un contenitore prodotto dalla Nalgene utlizzato nel processo di crioconservazione delle cellule che contiene dell'isopropanolo cosi da controllare l'abbassamento della temperatura che è di circa 1°C al minuto), risulta in un gelato granuloso con pochi cristalli di grosse dimensioni in quanto l'abbassamento della temperatura è graduale e lenta.
Azoto liquido vs. Mr Frosty: And the Winner (Taco) is N2(l)!
Per una spiegazione più approfondita ed una dimostrazione su come fare il gelato con l'azoto liquido guardate questa lezione di cucina molecolare del Prof. Davide Crassi dell'Università di Parma nel viedo qua sotto.
Oggi sull'aereo un americano si è messo a chiacchierare con la hostess al quale in modo diretto e spavaldo gliha chiesto per chi votava (alle elezioni primarie americane). Lui ha dato la sua risposta e poi ha aggiunto che però pensava che tutto il mondo dovrebbe votare per il presidente statunitense, dato il peso delle decisioni. Tralasciando le implicazioni politiche, economiche, sociali e nazionaliste: non è per niente una cattiva idea! Magari il voto di uno straniero potrebbe valere la metà o un quarto di quello di uno statunitense.
In questo mondo sempre più globalizzato è essenziale provare ad avere più elasticità mentale possibile. Ma fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare (così come fra il dire e il credere c'è di mezzo il Tevere). E' quasi più difficile spostare la propria ottica su cose quotidiane che sui 'grand temi'. E' comprensibile che uno abbia una fede diversa, o una tendenza sessuale diversa dalla prorpia, ma è molto più difficle da accettare il motivo per cui in Inghilterra mettono nei supermercati le olive in barattolo fra la carta igenica e il cibo per cani, invece che coi i sottoli o sottaceti! Può sembrare paradossale ma ci ho messo ben tre viaggi al Tesco (supermercato) prima di chiedere se avevano le olive dopo avere perlustrato tutti gli scaffali che ritenevo possibili candidati per esporre il famoso barattolo. Avevo cercato fra i sottoaceti, sottoli, insieme alle verdure, alle farine, ai sughi già pronti ma nulla. Delle olive non c'era proprio traccia. Quando la commessa mi ci ha portato sono rimasta alibita dato che mi ha condotto nel corridoio dove abbiamo superato shampi, bagni schiuma, dentifrici, asorbenti cart'igenica, fazzoletti e poi li fra lo scottex e gli alimenti per cani c'erano le mie tanto cercate olive! Supposto che gli inglesi mangino le olive e non li considerino, solo, cibo per animali, a me non è venuto in mente di cercare li. Non è (o meglio era) nella mia mentalità! Da noi le olive non stanno fra le cose per la casa e quindi io con i miei paletti mentali e la mia logica ho dato per scontato che non ci fosse il prodotto che cercavo dato che non li avevo viste sugli scaffali 'papabili'. Invece avrei dovuto cercare anche dove non mi sembrava possibile trovarle.
Sul fatto che gli Americani siano un pò bizzarri siamo più o meno d'accordo tutti. Questa loro stravaganza si riflette anche nei nomi che danno alle città e alle regioni: sorvoliamo sui banali appellativi quali 'Gli Angeli', Maine (che suona esattamente come principale ma anche come criniera in inglese) e concentriamoci su quelli più fantasiosi. Una città della Florida di sicuro ha perso una X strada facendo. Perdita dovuta alla mania americana (che senza dubbio ha attaccato pure me) di abbreviare tutte le parole. E cosi la città di Tampax si è trasformata in quella di Tampa. Altra mania di oltre oceano è quella di contrarre le parole in una sola e da qui nasce il nome delle città di Boston: il suffisso ton che in inglese vuol dire tonnellata mentre le prime tre lettere del nome del paese con l'aggiunta di una seconda s finale (boss) significano capo. Boston vuol quindi dire una tonnellata di capo... proprio uno che è il capo del capo del capo...mica pizza e fichi! Poi ci sono i segni, indelebili, dell'emigrazione da Roma e della immigrazione negli USA: un luogo diventato molto turistico di San Francesco è senza dubbio il Pier 39 oggi molo con quattro leoni marini spaparanzati che durante i difficili anni della depressione e del proibizionismo era il punto dove i bootleggers di origine romana arrivavano con ill cablecar numero 39 e aspettavano le casse di super-alcolici. Si riferivano a questa operazione con il sopranome di 'Pijo er 39' ossia prendo il 39 e mi reco al molo a ritirare la merce. E cosi pijo er 39 si è trasformato con gli anni in Pier 39 (arieccoli ‘sti americani che abbreviano ancora: da ‘pijo er’ a ‘pier’). Sempre vestigia romane sono quelle lasciate dal geometra che era incaricato di suddividere gli Stati Uniti nei vari stati: datagli una cartina Americana, squadra e righello iniziò a tracciare righe su righe…arrivato al 48 stato si era davvero annoiato e sconfortato e arrivato al 48esimo decise di chiamarlo Arizona. Il nome, dovete sapere cari lettori, deriva dal fatto che lui il romano non lo conosceva benissimo e pensava che ari volesse dire un'altra e non di nuovo (in fondo due concetti simili e facilmente confondibili) e cosi chiamò l'ennesima zona che squadrava Ari-zona... Torniamo per un attimo in California prima di spostarci di nuovo sulla costa est: ci sono due paesini vicini che normalmente si visitano lo stesso giorno che si chiamano Monterey e Carmel e qui è evidente il loro vero nome: Monterei er Cammel! Dulcis in fundo... o meglio last but not least: la capitale degli Stati Uniti! Washington D.C.. Un nome, un epitome di una nazione! Per un attimo tralasciamo il D.C. e dividiamo Washington in Washing ton - lavando una tonnellata vale a dire lavamo 'na cifra. Il ton indica davvero quanto sono eccessivi gli americani (nel loro peso, nell'altezza dei loro grattacieli, nelle ore di lavoro, nelle porzione e cosi via). Il lavare perchè in fondo lì nella capitale è dove loro si lavano i loro panni sporchi: prima dicono che devono assolutamente invadere l'Iraq perchè Saddam è sporco e ha le armi di distruzione, poi perchè è un covo di Al-Queda, poi per sostenere lo slogan 'più democrazia per tutti' (la variante delle tasse era già stata rubata dal nostro caro Silvio) e cosi via. E il D.C:? No non è Democrazia Cristiana e neanche Dammela Che-sto-de-fretta bensì Doccia! Eh si proprio cosi DOCCIA! Delusi? Ma nooooo è solo per ricordargli di lavare usando la doccia! Gli Americani in fondo sono ambientalisti (hanno un movimento ambientalista molto forte) e se dovessero riempire la vasca da bagno ogni volta che devono lavare 'na cifra si sprecherebbe troppa acqua e si s che l'acqua è il petrolio del domani!
Purtroppo anche quest'estate è terminata... Per vostra fortuna la nostra assenza è stata colmata dai quotidiani che hanno riportato, come sempre, le polemiche e polveroni della politica italiana sul nulla, il caso di cronaca nera estiva e il lutto vip. Anche quest'anno non ci sono mancate le notizie dell'Italia devastata dalle fiamme e ci hanno informato che le colonnine di mercurio sono salite a livelli record. Neanche gli immancabili consigli su come difendersi da punture, unture e scottature ci hanno risparmiato. Insomma nulla di nuovo. Ora è tempo di ricominciare lentamente ad aggiornare il blog, ad ambientarci nei nostri nuovi ambienti di lavoro/studio e di riprendere a sognare le vacanze ad occhi aperti fastanticando su come passare l'estate del 2008, a metterci i maglioni che ancora odorano vagamente di naftalina... Insomma dovremmo aspettare un'altro anno per rileggere il titolo 'Scatta l'operazione vacanze"! Consoliamoci! Presto leggeremo: 'L'Italia in una morsa di gelo.'
Sarà perchè veniamo bombardati di informazioni o perchè andiamo sempre di corsa ma se davvero qualcuno ci deve comunicare un messaggio e vuole che lo ricordiamo questo deve passare tramite un emozione, provocare una differenza di potenziale nelle nostre cellule e nei nostri neuroni di -90mV. Come è sempre stato d’altronde. La cosa che penso sia cambiata è il valore soglia. In altre parole mentre prima per sconvolgere l'opinione pubblica bastava 'poco' ora neanche i corpi dilaniati che ci propinano sui TG hanno più alcun effetto su di noi, continui telespettatori passivi non solo dell'ex-tubo catodico ma anche delle nostre vite. Per esempio su questo blog i post che hanno suscitato più commenti sono quelli che trattano di aspetti della nostra società inquietanti (per esempio questo post). Perchè? Nessuno ha tempo per commentare, attività che comporta un minimo di riflessione e di pensiero dietro al semplice gesto di cliccare sull'icona commenti e scrivere qualcosa di sensato. Non viene da utilizzare ATP preziosa per post che non colpiscono mentre per quelli scioccanti si attivano i neuroni. La storia delle ragazze sedicenni che hanno ucciso la loro amica per vedere se provavano rimorso ad uccidere un essere umano è semplicemente agghiacciante (clicca qui per leggere la notizia ). E' davvero cosi priva di sensazioni la nostra vita che per provare un po’ di adrenalina uno deve uccidere o deve provare a saltare dal 5 piano di un edificio? Se nel film che stiamo guardando non ci sono scene sanguinolente o di sesso super esplicito non siamo più in grado di apprezzarlo? Se così è sono davvero molto preoccupata.
Sarà pure presunzione ma penso di aver capito da dove originano molti dei problemi del mondo di oggi. L'origine del male non è Hannibal Lecter ma bensì quel meccanismo che si è instaurato che mi permette di avere una media dei voti all'università più alta di quelle che penso di meritarmi. Così come io ho una media abbastanza alta, Bush è alla casa bianca, la sinistra italiana è quella che è, i ghiacciai si sciolgono e i bambini in Africa muoiono di fame. Il problema sta nel fatto che le scale contro cui misuriamo tutto si sono distorte, quello che prima era mediocre ora è ottimo. La selezione naturale è molto più lassa, per quanto continuiamo a dire che la società di oggi è competitiva.
"La reclusione dei condannati non ci ha mai restituito nulla, non è mai stata di consolazione, Contano di più le sentenza, l'impegno dello Stato a cercare la verità, a dare giustizia. A casa abbiamo sempre provato fastidio quando ci veniva chiesto di dare o meno il via libera a una scarcerazione o a una grazie, perchè rifiutiamo questa idea medievale che i parenti di una vittima decidano della sorte di chi è ritenuto colpevole, Ci sono i codici, le leggi, i tribunali, il Parlamento, spetta a loro la responsabilità di decidere, Non sono questioni private, La giustizia compete allo Stato, non alle famiglie."
Queste sono le parole del figlio del Commissario Luigi Calabresi, ucciso da Lotta Continua durante gli anni di piombo.
Calabresi, Mario. Spingendo la notte più in là. Mondadori 2007.
Penso che qualsiasi studente ha scritto dei bigliettini ai propri compagni durante le ore di lezioni, ma ad Ajacco in Corsica una ragazzina ha scritto all'amica 'io salto stasera, tu non sei capace'. Poi verso le 19 e 30 mentre erano a casa propria con i loro genitori si sono sentite per telefono e hanno deciso di accettare al sfida: si sono lanciate dalla finestra. Una abitava al 2 piano mentre l'altra al terzo. Sono vive per miracolo queste adolescenti di 14 e 15 anni. Sempre più siti internet e blog incitano gli adolescenti al suicido e meglio se di massa. La normale ribellione adolescenziale si è tramutata in questi gesti di sfida per far vedere che uno è capace? Che uno è superiore all'attaccamento alla vita? E' solo idiota. Però la colpa non è solo dei poveri adolescenti. In generale il rispetto per la vita sembra essere sparito, tranne che quando i cattolici se ne fanno bandiera dicendo che la vita va rispettata e quindi non si dovrebbe ne abortire ne sia mai toccare un embrione! Piuttosto non sarebbe il caso di focalizzarsi sulla mancanza di rispetto della Vita (e della morte) dove manca veramente? Sul sito internet della Repubblica di oggi ci sono le seguenti notizie, oltre che questa delle ragazzine che si sfidano al suicidio: In Australia muore il padre di una concorrente del Grande Fratello e non glielo dicono; negli USA i cimiteri si trasformano in luna park per coprire le spese di gestione. Queste tre notizie sono campanelli (cannoni direi) di allarme! Il fratello della concorrente del reality Australiano scrive: "neppure papà avrebbe voluto mettere in forse le chance di Emma di sfondare, ed è stato lui a non volerglielo far sapere". C'è talmente tanto rispetto verso la morte e il proprio padre che uno per un anno di fama televisiva e un pugno di dollari non si può mettere in forse la vittoria in un programma televisivo di quinto ordine. Morale di questa notizia: la fama televisiva e i soldi sono il valore più importante della società. Bella società! Negli USA per far fluire un po’ di monete molti cimiteri hanno iniziato ad organizzare vere e proprie feste con tanto di brunch, sfilate e orchestre oltre che dei tour all inclusive (che poi all inclusive, di che?). Altra mancanza di rispetto verso i morti, i cimiteri dovrebbero essere dei luoghi tranquilli di pace e quiete (quello anglo-sassone di Roma, dove è sepolto fra gli altri Gramsci e Keats, ne è il perfetto esempio immerso nel verde con i gatti che si aggirano per le lapidi ma c'è una tranquillità assoluta). Il luogo dove riposano i morti andrebbe rispettato non tanto per i defunti ma per rispetto verso la morte stessa e quindi verso la vita. Un luogo dove chi ha dei cari può andare a cercare conforto. Non penso che sia giusto trasformali in una Disneyland. Questa superficialità ad affrontare la morte, che poi e forse al paura più grande degli esseri umani, nel renderla un divertimento una cosa secondaria qui a sminuirla a rinnegarla nel modo peggiore: ma proprio ora che stavo vincendo doveva morire... distorce la percezione degli adolescenti di che cos'è la morte e quindi del valore che ha la vita come tale. Dato che la morte viene vista come un gioco e non una cosa cosi tragica perchè non sfidarsi e far vedere quanto si è fighi a saltare da un balcone!
In un'intervista di ragazze di terza liceo alla domanda: 'mi piacerebbe tantissimo...' hanno risposto: attrice, la cantante, essere famosa o andare in TV. La cosa strana è che queste sono risposte tipiche di bambini delle elementari e non ragazzi che fra due anni saranno all'università, o meglio da Maria de Filippi a questo punto. Solo unamvoleva "fare medicina per poi poter fare infermeria. Tenera ma ha un po’ le idee confuse! Mentre quella che apparentemente era la più sfigata, un po più rotondetta, non vestita 'alla moda' era l'unica che ha dato una risposta da dicasettenne: ha detto che le piacerebbe fare la psicologa perchè le piace ascoltare le persone ma "non per farmi gli affari loro" ma bensì perchè pensa che possa aiutae loro e perchè le viene bene ascoltare gli altri. La cosa che mi ha più colpito però è che parecchie, hanno anche aggiunto che le piacerebbe tornare ad essere piccole. La cosa curiosa è che normalmente durante la difficile fase adolescenziale uno non vuole tornare bambino ma piuttosto essere adulto. La risposta si fa ancora più interessante se uno considera il fatto che le bambine di oggi sempre più spesso si comportano da grandi- nel modo di parlare, di vestirsi e anche di relazionarsi. Mi ha stupito vedere queste ragazze intervistate dire di voler tornare bambine quando poi le bambine che si incontrano sull'autobus di 12-14 anni urlano all'autista 'apri le porte che poi te la do’!' Il saltare la fase di bambino a fare cose da bambino a comportarti da bambino rende l'adolescenza ancora più difficile di quella che è! Sarà il gap generazionale ma ai miei tempi quando uno aveva 16-17 anni voleva crescere, essere adulto, e non tornare bambino/a.
In cima alla classifica dei siti web ci sono siti come youtube, twitter, per non parlare poi dei blog che crescono come funghi. Insomma dalle semplici chat che c'erano un po’ di tempo fa ora il social networking ha decisamente preso una piega diversa, Ora vanno le pagine web dove ogni uno può raccontare (per sms, video, o testo) a un popolo di sconosciuti le proprie storie, idee, riflessioni o semplicemente cosa ha mangiato per colazione. Ma con l'aggiunta che i post restano nel ciberspazio. Spesso si dice che si parla (e ci si ascolta) sempre meno con le persone, forse è vero e la diminuzione di comunicazione ha portato ad un aumento inversamente proporzionale all'apparsa e alla frequentazione dei siti di social networking. Le persone si sentono parte di una massa di gente che va e viene ed ha l'esigenza di essere qualcuno, di lasciare una traccia e oggi tende a farlo inviando via MMS le immagini delle proprie vacanze in tempo reale a un sito cosi che tutti possono vederle e dare consigli, fare domande, o semplicemente invidiarlo perchè invece sono a lavoro! Mandano SMS con aggiornamenti frequenti delle proprie giornate. I diari che prima si tenevano chiusi in un cassetto con tanto di lucchetto (erano segreti no?) ora vengono messi sui blog (Web Log) perchè tutti li possano leggere e c'è una sorta di compiacimento se le visite sono numerose. C'è una solitudine dilagante, non si riesce ad aprirsi fino in fondo con persone che si conoscono. Per paura del confronto? Mancanza di fiducia? Mancanza di tempo? Allora ci si nasconde dietro una maschera, dietro un avatar su secondlife o per vivere la propria vita oppure per viverla come si avrebbe voluto ma per qualche motivo non è la vita che si ha. Gli avatar permettono di costruire un personaggio, non si deve mettere a nudo i propri sentimenti. Comunque l'importante è relazionarsi che sia tramite secondlife, twitter, via youtube e i blog (grazie all'opzione commenti)! Sarò out ma preferisco interagire con le persone carne e ossa piuttosto che via 0 ed 1 anche se semplifica tutto!
Solo in nostro intestino contiene circa 10 alla 14 batteri di oltre 1000 specie diverse! 10 alla 14 è un numero spaventoso: equivale a 100.000 miliardi che scritto con tutti gli zeri viene 1000000000000000! Questo numero fa ancora più impressione se si considera il fatto che ogni person è composta da circa 10 alla 13 cellule umane! Ciò significa che noi portiamo in giro dieci volte più cellule batteriche che umane! Tutto questo senza consderare i batteri che vivono nella nostra bocca, nelle nostre mucose e sulla nostra pelle!
Avete mai pensato allo stress a cui vengono sottoposti i microrganismi della flora batterica ogni volta che una persona defeca in Siberia, specialmente se all'aperto? I batteri infatti vivono al calduccio, 37°C, nell'intestino di Vladimir (e di Irina, e di Alexander, e di chiunque altro) e poi quando 'la natura chiama' al Vladimir o all'Irina di turno anche i batteri vengono espulsi insieme all'escremento che si ritrovano così, in media, a 0°C (è questa la temperatura media annua della Siberia, a gennaio la media è di -15°C). I batteri subiscono uno sbalzo termico di 37°C! Per non parlare dello shock termico che si beccano se la giornata invernale è particolarmente fredda! Se vi capita quindi di defecare al freddo, anche se non in Siberia, pensate allo stress che state causando a tutti quei Escherichia colini che convivono con voi nel vostro intestino!
L'ameba ed il paramecio sono potenzialmente immortali... per il Volvox, invece, la morte sembra essere inevitabile come per il topo o per l'uomo. Il Volvox deve morire, come dimostrato da Leeuwenhoek, dal momento che, una volta avuta la sua prole, non è più necessario. Quando è giunta la sua ora, si adagia tranquillo sul fondo e raggiunge i suoi antenati. Come scrisse una volta Henger, zoologo della John Hopkins: "Questo è il primo avvento di morte naturale inevitabile nel regno animale, e tutto a causa del sesso. "E si chiese "Ne vale la pena?"
Gli organismi unicellulari che si riproducono per semplice divisione cellulare, come le amebe e i parameci di cui parla Krutch, sono potenzialmente immortali. L'ameba che oggi si vede al microscopio non ha antenati morti. Quando l'ameba si divide, nessuna delle due cellule risultanti può essere considerata un antenato o un discentende; esse sono sorelle. Un'ameba pò morire solo se viene mangiata o per un accidente fatale; quando ciò accade la cellula morta non lascia progenie.
Quindi la scelta è il sesso o l'immortalità.
Krutch, J.W. 1956 The Great Chain of Life Houghton Mifflin, Boston. 28-29
Schrödinger si domanda: se l'entropia è la naturale disintegrazione dell'ordine in disordine, perchè i geni non si degradano? La sua risposta è perchè la vita è metabolismo (quindi materia attiva) che sfugge all'entropia. La vita può quindi essere descritta come entropia negativa - qualcosa che non diventa caos e tende al 'pericoloso stato di massima entropia, che è la morte'.
La prima impressione che ho avuto è che qui va tutto al contrario!!! La macchina ha la guida a destra, la macchina si guida a sinistra, la precedenza agli incroci però è a destra. Poi ho iniziato ad osservare questi strani esseri abitanti di un isola, e posso dirvi che: la polizia vive in un perenne stato di allerta, ogni regola è fatta rispettare con la forza. C’è un grande rispetto per la cosa pubblica. Sono molto ottusi e non c’è elasticità nel compiere qualsiasi azione. Ogni giorno mi sento dire: “the English food is very bad”. In realtà ogni giorno lo dico anch’io! Ho concluso che gli inglesi non hanno il senso del gusto, mangiano per nutrirsi, diciamo per non morire, un pò come farebbe un verme. Non hanno ancora capito che non si devono mescolare tipi differenti di pasta perché se no il piatto è immangiabile. Aggiungo anche che il pollo e il riso non mancano mai a tavola!! Dimenticavo le pecore!!! I supermarket sono pieni di roba congelata: lasagne, pizze, dolci grassissimi, che loro ogni giorno acquistano e mangiano. Tutto è congelato anche i panini con gli hamburger e il condimento sono già pronti...Le confezioni di qualunque cibo sono extralarge: vendono pacchi giganti di chips, coca da 3 lt, cioccolato da 500 g!!! La carne è immangiabile e il latte è venduto in contenitore simili a quelli usati per i detersivi...forse è detersivo considerando che 3 lt costano un solo pound!!! Consiglio inoltre di non attraversare la strada se non ci sono le strisce...non hanno problemi a investirvi! Gli inglesi sono sporchi!!! Non hanno il bidé e non usano le lenzuola!!!c’è solo il lenzuolo che copre il materasso. Odiano gli italiani. Perchè? Perché gli italiani sono nullafacenti, e poi fanno ridere quando parlano perché sembra che cantano!!! Non commento la lingua inglese. Volevo inoltre dire che se andate in Inghilterra e uscite dopo le 5 di sera è molto difficile che incontrate una ragazza non ubriaca!!! I pub chiudono alle 11 di sera, cosa impensabile per gli italiani e le disco alle 2... Che strana situazione in cui mi trovo... Poveri inglesi che vita di me... che hanno!!!
Biotecnologi che aspirano a fare discutere focalizzando l'attenzione su temi tralasciati in quanto spesso lontani dal comune vivere ma per questo non meno fondamentali.